domenica 22 aprile 2012

Il digiuno

Lo avevo annunciato, un post che descrivesse il mio digiuno, ma non l'ho mai scritto.
Oggi mi sono decisa.
Non voglio convincere nessuno della mia scelta, quindi non parlerò delle motivazioni che stanno alla base di tutto. Se qualcuno fosse interessato all'argomento, basta digitare "digiuno terapeutico" su qualsiasi motore di ricerca e troverà abbondanti spiegazioni. A me sono bastate due righe per capire che era la cosa che faceva al mio caso, e da quel momento mi sono accuratamente documentata.

In questa sede voglio soltanto raccontare cosa è successo a me lo scorso novembre, quando ho digiunato per 4 giorni.
Bazzecole, rispetto a quello che ci vorrebbe per un serio digiuno terapeutico, ma con 2 pupi da seguire e la casa da gestire è impossibile restare a riposo, cosa fondamentale nei periodi di digiuno. E dunque ho interrotto.
Però ogni lunedì mi prendo un giorno di pausa per stomaco e intestino, e non mangio. Bevo soltanto un centrifugato di un frutto ad ogni pasto, e questo mi serve a non avere giramenti di testa né fiacchezza.
L'unica costante di ogni periodo di digiuno è il freddo che mi assale la sera.

Ma ecco qui il mio resoconto.


Giorno 1
Inizio a digiunare dopo una forte cura di farmaci che mi ha debilitata. Voglio purificare il mio corpo da tanti "veleni"...
Nessun sintomo particolare. Assenza di fame. Alle 19 inizia una leggera tachicardia e lieve affanno. Se sto completamente a riposo il cuore rallenta. 
Notte: sete continua, ogni 40 min sveglia, forti dolori alla schiena

Giorno 2:
Lieve mormorio di stomaco ma non fame. A fare sforzi mi gira la testa. Lingua biancastra.
Pomeriggio la testa gira molto, è come in un pallone.
Sera mal di testa, ho freddo, muscoli indolenziti. 
Notte forte tachicardia, insonnia e giramenti di testa. Ho preso un cucchiaino di succo di agave ed è passato all'istante ogni fastidio.

Giorno 3: 
Capisco che il digiuno totale a sola acqua è troppo estremo per lo stile di vita che faccio. Decido quindi per una spremuta d'arancia ai pasti. Sono sempre debole e mi gira la testa se mi muovo. Pipì limpida e alito fresco. Boh! Dicono che con il digiuno la pipì diventi scura e l'alito un po' pesante. Sono tutta strana, io?
La sera ho freddo ma mi sento meglio, più in forze

Giorno 4:
Le forze di mattina non ci sono proprio! Faccio tutto a rilento. Ho la lingua molto bianca e una pancia piatta fantastica! Dovrei pensare a fare domanda per diventare velina... 
Tutto come ieri. Mi sono arrabbiata e questo mi fa rimanere senza fiato e mi è venuto molto freddo

Giorno 5: inizio a rompere il digiuno con la frutta, ma non mi va nulla. Vorrei continuare senza mangiare, ma non è il caso. Mezza mela a colazione che mi nausea.
Un mandarino a pranzo.
Un caco a merenda che non digerisco bene ma mangio volentieri (certo il caco non è il massimo dopo 4 giorni a digiuno! Ma di quello avevo voglia) Arancia a cena.
Mi arrabbio così tanto che sono esausta e ho dei dolori alla schiena. Mi sono stancata troppo, e noto che sono moooolto più nervosa, reagisco in modo violento a piccole cose che non meritano tanta rabbia.
Il latte c'è ancora, poco, ma il bambino non si lamenta.
(Solo in seguito mi hanno detto che non bisognerebbe allattare a digiuno, perché le tossine vengono espulse anche attraverso le ghiandole del latte. Ma io non lo sapevo)

Giorno 6:
Ho perso 5 kg! Devo ammettere però che ho una faccia scavata e brutta, non mi piaccio per niente.
Oggi verdure crude. L'intestino riprende la sua attività dopo 5 giorni di vacanza.

Giorno 7:
Ricomincio a mangiare normalmente, o quasi. Un digiuno breve non richiede lunghissimi periodi per riprendere la dieta solita, quindi riprendo. Ovviamente non mi abbuffo né mangio cose pesanti, però noto che digerisco più a fatica. Il mal di spalla e di schiena non li sento praticamente più! 

lunedì 16 aprile 2012

"Parmigiano" vegano

Bè, se pensate di aver trovato la ricetta del sostituto identico del parmigiano allora non provateci nemmeno a farlo... ho letto in vari siti che ci sono persone che ne vanno pazze e dicono che è talmente buono che dà dipendenza.
Lo ammetto: per me non è così. Una bella grattata di parmigiano delle vacche rosse (anche se non so cosa siano ste mucche rosse...) è proprio un altro mondo. Ma se vogliamo essere un po' più vegani, allora lasciamo latte e latticini ai bambini e dimentichiamoli quanto più possiamo.

Ecco quindi un insaporitore dei cibi che può essere usato al posto del parmigiano. Potete sbizzarrirvi in base al vostro gusto. Direi che i criteri base sono questi:

Frullare molto bene uguali quantità di:
lievito alimentare in fiocchi
germe di grano
mandorle (facoltativo)
noci (facoltativo)
semi di lino (facoltativo)
chi più ne ha più ne metta...

e aggiungere del sale a piacere. Io mi limito soltanto ai primi 2 ingredienti, quelli base.
Tutte le altre aggiunte vanno in base al vostro gusto e a quello che avete in casa.

Si conserva in un barattolo di vetro in frigorifero.

N.B.
Non può essere usato per gratinare, perché si brucia!

Una cucchiaiata di "parmigiano"

sabato 14 aprile 2012

Lasagne vegetariane

Finalmente!
dopo tanti tentativi, sono riuscita a fare delle lasagne soddisfacenti. Non c'era verso di farle venire succulente e umide come piacciono a me, erano secche e croccanti... ma si può?!
Magari a voi venivano già bene al primo colpo, ma a me ce ne sono voluti diversi di tentativi.

Ecco come le ho fatte:

Sugo: l'ho preparato con un barattolo da mezzo kg di salsa con soffritto di cipolla, sedano e carota e lasciandolo cuocere 15-20 minuti.
Una volta raffreddato ci ho unito circa 350 g di ricotta fresca schiacciandola con una forchetta.

Besciamella leggera:
350 g di latte
350 g di acqua
60 g farina integrale
noce moscata e sale q.b.

Lasagne: ho comprato quelle fresche confezionate MA questa volta le ho bollite un minuto prima di metterle nella teglia, una per volta, anche se c'era scritto che non serve.
A questo punto si procede come al solito: mettere un cucchiaio di besciamella sulla teglia e posare sopra il primo strato di sfoglia.
Coprire con il sugo spalmato uniformemente e poi con la besciamella.
Aggiungere una manciata di mozzarella a pezzettini (io ho usato il panetto per pizza da 400 g) e del parmigiano a piacere.
Posare quindi una nuova sfoglia di pasta e ripetere alternando i vari strati (io ne ho messi 5 o 6), e terminare con sugo, besciamella e parmigiano.

Infornare a 200 gradi per 35-40 minuti.

Queste lasagne contengono molti latticini.
Si può sostituire il parmigiano con del parmigiano vegetale (germe di grano e fiocchi di lievito, v. ricettta) e la ricotta con tofu sbriciolato...

Prima della cottura, per mostrare gli strati
Strato finale

giovedì 5 aprile 2012

I difetti dell'alimentazione

Un amico ha segnalato questo articolo, che tosto copio e incollo per via dell'argomento così affine ai miei principi alimentari. Riporto qui sotto sette punti cardini che sono stata riscontrati come i principali errori dell'alimentazione moderna, infine trovate il link all'articolo completo.

  1. Consumo esagerato di zuccheri e cereali raffinati che incidono negativamente sul metabolismo glicemico, sulla produzione di insulina e sul sovrappeso.
  2. Consumo eccessivo di grassi saturi di origine animale, di oli vegetali e di grassi idrogenati e insufficiente apporto di acidi grassi polinsaturi come l’olio di pesce con aumento della tendenza alla produzione di molecole infiammatorie.
  3. Errata distribuzione dei macronutrienti con eccessiva enfasi sui carboidrati senza distinguere tra versioni integrali e raffinate.
  4. Scarsa densità di micronutrienti tra cui vitamine e minerali a causa in particolare dei ridotti apporti di verdura e frutta.
  5. Equilibrio acido-base alterato per l’introduzione di eccessive quantità di cibi di origine animale acidificanti rispetto alle verdure e alla frutta.
  6. Eccessivo introito di sodio soprattutto tramite l’introduzione di alimenti processati oltre che per l’uso individuale esagerato di sale da tavola.
  7. Ridotto introito di fibra per il massiccio uso di cereali raffinati che ne sono privi rispetto ai cereali integrali e alle verdure.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/difetti-dell%e2%80%99alimentazione-moderna/202208/

Diciamo che a parte il punto numero 1 (ahi, i dolci!), con tutti gli altri io sono in regola.
E voi?
Meditate gente, meditate.

domenica 1 aprile 2012

Torta di compleanno

Dopo ore di lavoro, ecco la mia torta per Macco.
E' piena di imperfezioni ma nel complesso è stata veramente simpatica da vedere.
La base di pan di spagna era farcita con crema e frutti di bosco.
Il festeggiato ha apprezzato... eccome!

In compenso la foto è proprio brutta, me ne scuso ma è l'unica che ho.



giovedì 29 marzo 2012

Branzino alle erbette

Eccomi di nuovo a scrivere ricette, mentre sto impastando un nuovo sfilatino di pane per un nuovo esperimento.
Il maritone dice che vuole provare sapori nuovi... e accontentiamolo! in fondo basta poco.

Ieri sera ho comprato i branzini di Orbetello, e credetemi sono fantastici. Chi è abituato a quelli del supermercato potrebbe pensare di mangiare tutt'altro cibo, provando questi. Certo è che al supermercato costano meno, ma quelli che si trovano nel mio sono allevati in Grecia, e se è vero quello che dicono in giro non vengono certo nutriti in modo "salutare" per chi poi se li mangia. Antibiotici, ormoni, ecc ecc...
Saranno anche leggende metropolitane, ma un motivo ci dovrà pur essere se costano la metà, no?
Anche quelli di Orbetello sono allevati, ma in mare aperto. Inoltre li ho presi con le interiora, e ho guardato bene com'erano fatte. Me l'ha insegnato un pescivendolo: oltre a guardare la freschezza (occhio lucido, branchie rosso vivo e viscidume a gogò) bisogna controllare il fegato. Se è piccolino e profumato di mare allora non ha mangiato schifezze.
Quelli di orbetello lo avevano un po' più ingrossato di quelli pescati in mare, e avevano un buon odore di mare, misto a una leggera puntina di pappone alimentare, non so come spiegarlo...
Comunque, non essendo ancora tempo di pomodori, né più tempo di patate (anche se io le ho quasi del tutto eliminate, il pesce con le patate è pur sempre molto buono), ho deciso di farlo al naturale. Ed ecco qui la semplicissima ricetta.

Per 2 branzini da 700g circa ciascuno, ho messo in una tazzina da caffè:

2-3 cucchiai di prezzemolo tritato (avendo fatto ad occhio non riesco ad essere più precisa)
4 cucchiaini di sale grosso integrale
un cucchiaino raso di origano
un piccolo ciuffetto di rosmarino tritato
un piccolo ciuffetto di timo
uno spicchio di aglio

Ho pulito e tagliato l'aglio a metà e infilato ciascuna metà nella pancia aperta dei pesci. L'aglio dà molto sapore ma ho visto che se ne metto di più faccio fatica a digerire. Mezzo spicchio praticamente non si sente.
Ho mescolato nella tazzina tutte le erbette col sale, e poi sparso abbondantemente sui pesci.
Ho fatto qualche giro di olio su entrambi i branzini, poi ho lasciato lì ad insaporire per tutto il pomeriggio. Il tempo di riposo non è assolutamente indispensabile, ma il risultato ovviamente migliora.

All'ora di cena ho acceso a 200 gradi il grill del forno con la ventola (dovrebbe esserci in tutti i forni elettrici), o se non lo avete mettete solo il grill, mettete la teglia poco più sopra della metà del forno e versate un bicchiere d'acqua insieme ai pesci. Infornate per 30 minuti circa, sempre in base al vostro forno.
State tranquil se vedete il pesce diventare secco e dorato, è normale! La pelle si asciuga e si secca un po', ma l'interno rimane bello morbido e succoso, se non lo cuocete oltre misura.
Inoltre la pelle così croccantina si leva via che è una meraviglia.
Prima di pulire il pesce e mangiarlo, vi consiglio di versare il liquido di cottura in una ciotolina, in modo da non sporcarlo con lische e squame mentre lo pulite, e poterlo versare direttamente sul piatto pronto.

La semplicità di questa ricetta è evidente, il risultato fantastico, ovviamente se il pesce è buono e se la cottura è giusta... ma che ve lo dico affare? :)


venerdì 16 marzo 2012

Pane



Ecco quindi la ricetta del pane favoloso di cui vi parlavo ieri.
Intendiamoci subito però. Se andate dal fornaio e lo comprate appena fatto, bianco e croccante, con quel buon profumino dolciastro, allora questo va metterà un po' di tristezza addosso.
Soprattutto se pensate al pane che qualche volta fanno in pizzeria nel forno a legna, con l'impasto che usano per le pizze.
Vabbè, quello è un altro mondo, che centra.
Ma noi vogliamo mangiare meglio, giusto?  e il pane bianco, fatto con chissà che farina pergiunta, non solo non dà alcun nutrimento, ma ci rimpinza di zuccheri inutili e sostanze che diventano immediatamente scorie.
Mangiamo integrale quindi, e integrale biologico.

Prendete il vostro lievitino madre e tiratelo fuori dal frigo la sera. Impastate della farina integrale (100-150 g circa) con acqua e lavorate questa pastella con il lievitino. Lasciatelo riposare tutta la notte.
La mattina dopo avrete un risultato del genere (vedi foto): bucherellato, gonfio e dall'odore acido.
Va tutto bene!

Preparate ora:
500 g di farina integrale,
500g di acqua,
100g di semola di grano duro,
100 g di farina di segale,
150g di farina di cereali misti,
un cucchiaio di semi di sesamo
uno di semi di lino,
2 cucchiaini di sale
e il vostro lievitino (deve essere sui 200g almeno)

Impastate bene, bene, bene... e lasciate lievitare 4-5 ore.
A questo punto fatene dei filoncini grandi a piacere e della forma che preferite e lasciate lievitare altre 3 ore circa. Ecco la pasta lievitata. Come vedete non ha l'aspetto gonfio tipico del lievito di birra. Ma a toccarla ci si accorge che è un po' più gonfia


Accendete il forno a 180 gradi e infornate. Portate subito la temperatura a 210. Quando sarà arrivato a temperatura mettete il timer per 25 minuti.



Prima di entrare in forno, dopo la seconda lievitazione


Allo scadere del timer controllate che il pane sia ben cotto, perché non c'è niente di peggio di quando non si cuoce bene del pane nero con lievito madre! nel mio forno basta questo tempo, ma in quel di mia madre per esempio ci vogliono almeno 40 minuti.
Quando è cotto la crosta risulta bella duretta, è pane integrale, ricordatelo, non va lasciato con la crosta soffice perché senò diventa un mattone!

Il pane è cotto

Se tirate fuori il lievitino la sera prima, avrete il pane pronto per cena.
Se volete saltare un passaggio potete farlo lievitare direttamente la prima volta nella forma preferita, ma il risultato non è altrettanto buono.

RICORDATE di togliere sempre via un pezzetto di impasto prima di cuocerlo!
Più lo usate, più il pane diventa buono e perde acidità.
Se una settimana non volete panificare, tiratelo comunque fuori dal frigo e aggiungete farina e acqua reimpastandolo: gli darà nuovo vigore. La mattina dopo lo riponete in frigo e sarà a posto per un'altra settimana.
E' facilissimo! Ci vuole soltanto tanto tanto tempo... ma una volta organizzati vedrete che ne vale la pena!